falconeborsellinoMi piacerebbe molto ricevere un riscontro positivo a questo mio quesito, un quesito che suscita dentro di me un particolare interesse statistico, nonostante la statistica non sia uno dei miei più appassionanti interessi.

Io considero Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, l’esempio in assoluto più significativo della coerenza e del sacrificio per il bene collettivo, ahimè martiri, uomini che ci hanno offerto la loro vita in cambio di una speranza di libertà, una libertà che consapevolmente sapevano già di non aver mai potuto vivere, ma che in ogni caso li spingeva a svolgere il lavoro che loro avevano, ancora una volta, consapevolmente scelto.

La mia considerazione scritta sopra nei confronti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, è pressochè nulla se confrontata con ciò che realmente sono stati e con ciò che realmente ho dentro di me e credo che per moltissima gente sia così. Lo faccio perchè credo che molti abbiano vissuto direttamente le tragiche vicende che coinvolsero i due giudici e abbiano così maturato una certa sensibilità a riguardo e che questa conseguentemente li porti a ricordare nel modo più significativo, ciò che furono questi due grandi uomini.

Non sono però così convinto, e qui mi ricollego con il titolo del post, che i giovani, e per giovani intendo under 30/25, abbiano una conoscenza sufficiente che gli permetta di raccontare, magari anche in maniera non troppo precisa seppur vera, chi erano e che cosa fecero i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per questo nostro paese.

Ho questo dubbio perchè raramente li ho sentiti nominare dai miei coetanei, raramente sono stati fatti riferimenti a questi due simboli come persone da imitare, come traguardi da raggiungere, come qualcosa a cui non ci si può indifferire.

Allora mi chiedo: i giovani quanto ne sanno? Che cosa pensano di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino? Quali sono i valori che questi due simboli hanno trasmesso a loro?

Spero che con le risposte alle domande poste sopra, la mia idea possa prendere sensatamente forma, nella speranza ovviamente di riscoprire una generazione che conosce a fondo la questione, che produce un pensiero sano a riguardo e di conseguenza fa di esso uno stile di vita da portare avanti.


Falcone and Borsellino, inserito originariamente da textportraits.

Mercoledì 1° Luglio presso l’auditorium San Nicolò di Chioggia (VE), l’associazione “Amici di Beppe Grillo a Chioggia”, organizza una conferenza sulla mafia, o meglio, sui rapporti tra mafia e politica. I relatori della conferenza come ho scritto sul titolo sono eccezionali e di assoluto spessore, i nomi sono:

Salvatore Borsellino: fratello del magistrato Paolo Borsellino vittima di un attentato di mafia nel 19 Luglio 1992 in cui perse la vita. Da quella data nascono molti dubbi e altrettante leggende, che solo il fratello Salvatore potrebbe chiarire, pertanto ci siamo impegnati molto per poter fissare una data con lui e poter ascoltare i suoi racconti.

Giuseppe Lo Bianco: 48 anni, caposervizio aggiunto all’Agenzia Ansa di Palermo. Cronista giudiziario da ventitré anni, ha lavorato al «Giornale di Sicilia» e a «L’Ora» negli anni caldi della guerra di mafia, dal blitz del settembre 1984 dopo le dichiarazioni di Buscetta, che originò il primo maxiprocesso alle cosche, ai misteri delle stragi mafiose, ai processi Andreotti e Contrada. 
Corrispondente de «L’espresso» dalla Sicilia, ha scritto con Franco Viviano La strage degli eroi, Edizioni Arbor, Palermo 1996, e con Sandra Rizza Rita Borsellino. La sfida siciliana, Editori Riuniti, Roma 2006 e Il gioco grande. Ipotesi su Provenzano, Editori Riuniti, Roma 2006.

Gioacchino Genchi: Entrato in Polizia nel 1985. Ha collaborato come consulente informatico con molti magistrati tra cui Giovanni Falcone e Luigi de Magistris. Esperto di informatica e telefonia si occupa di incrociare i tabulati delle telefonate nei processi di omicidio, rapina, mafa, tangenti, stragi, ‘ndrangheta, camorra ecc… Arrivò due ore dopo nel luogo della strage di via D’Amelio, individuando nel castello di Utveggio il luogo da cui sarebbe stato azionato il radiocomando dell’esplosivo utilizzato per la strage.

Durante la conferenza, ci sarà la presentazione del libro “L’agenda rossa di Paolo Borsellino“, scritto dallo stesso Giuseppe Lo Bianco che sarà tra i relatori della serata, ci sarà modo inoltre di ascoltare altre due voci autorevoli sulle vincende della morte di Paolo Borsellino e su quanti e quali siano i legami tra la mafia di oggi e la politica. Una conferenza sicuramente interessante sotto l’aspetto dell’informazione e culturale. L’ingresso sarà libero e gratuito