Ho ripristinato l’articolo ORIGINALE per il quale è stato creato questo post. La motivazione che mi ha spinto a rimuoverlo momentaneamente è la seguente:

I genitori di Andrea in quei giorni erano molto preoccupati per le condizioni di salute in cui versava il loro figlio, vista anche la prima percentuale di probabilità di sopravvivenza pari al 25%. La lucidità per tutto ciò che non riguardava la salute del loro figlio era ovviamente scarsa e di secondaria importanza, al punto tale che i genitori stessi non volevano che la notizia uscisse nei giornali locali cercando di evitare il cosiddetto “effetto boomerang” che una notizia tale poteva creare, a discapito della salute di Andrea. Io non ero dello stesso parere, perchè ho considerato fin da subito utile la possibilità che un giornale pubblicasse l’accaduto, ma non potevo andare contro la decisione dei miei zii senza rispettarla, al che mi sono limitato ad aggiornare il mio blog con la solita frequenza, continuando a scrivere imperterrito. La decisone che mi spinse a rimuovere temporaneamente i dettagli della vicenda, la presi dopo essere stato contattato da un giornalista, il quale mi chiese informazioni dettagliate riguardanti la vicenda per scrivere successivamente un articolo da pubblicare in un giornale locale. Io riferii al giornalista la decisione dei familiari di voler mantenere il silenzio per via del sopracitato “effetto boomerang”, specificando che sarebbe comunque stata una scelta momentanea per far si che i medici potessero operare con la massima tranquillità e senza alcuna accusa che li vedeva protagonisti direttamente o indirettamente, il giornalista mi disse che non avrebbe pubblicato nulla, che però c’era il “pericolo” che la notizia venisse pubblicata ugualmente da li a pochi giorni in quanto era pubblicata nel mio blog ed accessibile a qualisasi altro giornalista, al che ho pensato di togliere i dettagli della vicenda cercando così di limitare la possibilità di pubblicare un articolo da parte dei giornali. Venni inoltre rassicurato da parte del giornalista, del fatto che l’articolo non sarebbe stato pubblicato, ma la sua rassicurazione non servì a nulla, le sue parole risultarono bugie e così il girno dopo la telefonata, un articolo firmato dal giornalista che mi telefonò, uscì in un’importante quotidiano locale, descrivendo inoltre la vicenda con dettagli assolutamente falsi, tra cui il lasso di tempo in cui mio cugino non ha ricevuto la dovuta assistenza sanitaria che anzichè essere di 24 ore come risulta dalla cartella clinica, era (secondo il giornale) di soli 15 minuti. In un’altro giornale appariva un’altro articoletto, collegato a questa vicenda, in cui si precisava che l’uso delle mascherine è preventivo e necessario contro l’H1N1 quando invece non è affatto così, semplici mascherine come quelle che sono state usate per visitare mio cugino, non limitano in alcun modo la possibilità di contrarre il virus. Ma preferisco non dilungarmi troppo con inutili spiegazioni, penso che i più abbiano capito perchè ho deciso di eliminare MOMENTANEAMENTE i dettagli della vicenda.

Rinnovo dunque i miei complimenti all’intera struttura ospedaliera, dai medici agli infermieri e a tutto il personale che ne opera all’interno, perchè hanno saputo gestire al meglio una situazione che era, ahimè difficilmente gestibile, con molta professionalità, ripagando così la fiducia che io stesso, fin dal primo momento, avevo espresso nei loro confronti. Complimenti e grazie.

PRECISAZIONE:

CI TENGO A PRECISARE CHE HO PIENA FIDUCIA E STIMA NEI CONFRONTI DI TUTTO IL PERSONALE SANITARIO CHE OPERA ALL’INTERNO DELLA STRUTTURA OSPEDALIERA DI CHIOGGIA E SONO CONVINTO CHE STANNO FACENDO DEL LORO MEGLIO PER CURARE ANDREA, NE SONO CONVINTO PERCHE’ ANCHE LORO SONO SEMPLICEMENTE UMANI E PENSO, ANZI NE SONO ALTRETTANTO SICURO, AMINO IL LORO LAVORO E LA VITA DEI LORO PAZIENTI. DUNQUE VOLEVO RINGRAZIARE DI CUORE QUANTI DI LORO STANNO FACENDO SEMPLICEMENTE IL LORO MESTIERE ED ESPRIMERE LA MIA AMMIRAZIONE NEI LORO CONFRONTI. GRAZIE DAVVERO.

Ho un cugino di 35 anni, affetto da sindrome di down attualmente ricoverato presso l’ospedale di Chioggia (VE) a causa di una presunta forma virale di broncopolmonite. Si teme si tratti del virus H1N1 e gli sono state applicate delle cure di cui non so dire molto. E’ ricoverato da ben 5 giorni, inizialmente sembrava in via di guarigione, ma nella giornata di oggi 29/11/2009 le condizioni sono peggiorate drasticamente. Mio zio ha sollecitato l’intervento di un medico per tutta la giornata, da mattina a tardo pomeriggio, appunto perchè le condizioni di salute erano peggiorate drasticamente in quanto la difficoltà respiratoria è aumentata, senza però che NESSUN MEDICO VISITASSE mio cugino, ripeto, affetto da sindrome di down. Esasperato dal fatto che nessun medico fosse ancora andato a visitare il proprio figlio, mio zio si è recato dalla dottoressa di turno per sollecitare personalmente la rispettiva visita, al che si è sentito rispondere: non ci sono mascherine e io non visito il paziente.

VOGLIO DENUNCIARE L’ACCADUTO!!! Non è ammissibile che un medico si rifiuti di visitare un paziente per la mancanza di mascherine protettive, non è ammissibile che una struttura ospedaliera sia priva di mascherine. A questo caso bisogna andare a fondo e la mia unica forza al momento è nel web, nelle persone che leggeranno questo mio appello e potranno intervenire perchè i pazienti non vengano abbandonati! AIUTATEMI, AIUTATE QUEL POVERO RAGAZZO INDIFESO! VI PREGO!

Ho ritenuto opportuno cancellare momentaneamente il racconto della vicenda per motivi che mi impegnerò a spiegare nei prossimi giorni. Chiedo a tutti di non offendere nessuno e di non disprezzare l’operato di nessun operatore sanitario.

Ringrazio nuovamente tutti per la vicinanza dimostrata e vi invito a non sfociare in argomentazioni non produttive.

AGGIORNAMENTO:

ore 21 del 29/11/2009: E’ stato trasferito in sala rianimazione, la bronco polmonite è diventata bilaterale diversamente dal momento del ricovero. I focolai virali si sono propagati.

ore 9:30 del 30/11/2009: alle ore 10 di questa mattina mio zio incontrerà i medici di turno per avere notizie circa le condizioni di salute di suo figlio, si spera siano notizie positive.

ore 13:30 del 30/11/2009: le condizioni si sono aggravate ancor di più, è stato intubato e i medici questa mattina hanno stimato un 25% di probabilità che rimanga in vita. STIAMO CERCANDO L’INTERVENTO DI UN PNEUMOLOGO PRIMARIO, CHIUNQUE ABBIA LA POSSIBILITà DI AIUTARCI MI CONTATTI.

ore 22:12 del 30/11/2009: le condizioni sembrano rimanere stabili ma comunque gravi, dovremo attendere la mattinata di domani, esattamente le ore 10, per ricevere un nuovo bollettino medico.

ore 11:40 del 01/12/2009: le condizioni sono migliorate, i medici alzano al 50% le probabilità di sopravvivenza. Ho molta fiducia nell’operato dell’intero personale presente in sala rianimazione.

ore 11:38 del 01/12/2009: Alcuni giornali locali hanno scritto un articolo circa l’accaduto. Devo dire che sono INDIGNATO da quanto hanno fatto i giornalisti, per più motivi, tra cui; 1) Alcuni dettagli pubblicati sono COMPLETAMENTE FALSI 2) NON hanno RISPETTATO la nostra scelta di mantenere il silenzio evitando di pubblicare l’accaduto nei giornali, nonostante fossi stato rassicurato proprio dai giornalisti stessi che non avrebbero pubblicato nulla. Di questo tipo di giornalisti, penso che noi cittadini non ce ne facciamo NULLA!

ore 18:00 del 10/12/2009: I medici considerano Andrea fuori pericolo, è cessata la ventilazione, Andrea ora sta bene e per natale forse tornerà a casa.

falconeborsellinoMi piacerebbe molto ricevere un riscontro positivo a questo mio quesito, un quesito che suscita dentro di me un particolare interesse statistico, nonostante la statistica non sia uno dei miei più appassionanti interessi.

Io considero Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, l’esempio in assoluto più significativo della coerenza e del sacrificio per il bene collettivo, ahimè martiri, uomini che ci hanno offerto la loro vita in cambio di una speranza di libertà, una libertà che consapevolmente sapevano già di non aver mai potuto vivere, ma che in ogni caso li spingeva a svolgere il lavoro che loro avevano, ancora una volta, consapevolmente scelto.

La mia considerazione scritta sopra nei confronti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, è pressochè nulla se confrontata con ciò che realmente sono stati e con ciò che realmente ho dentro di me e credo che per moltissima gente sia così. Lo faccio perchè credo che molti abbiano vissuto direttamente le tragiche vicende che coinvolsero i due giudici e abbiano così maturato una certa sensibilità a riguardo e che questa conseguentemente li porti a ricordare nel modo più significativo, ciò che furono questi due grandi uomini.

Non sono però così convinto, e qui mi ricollego con il titolo del post, che i giovani, e per giovani intendo under 30/25, abbiano una conoscenza sufficiente che gli permetta di raccontare, magari anche in maniera non troppo precisa seppur vera, chi erano e che cosa fecero i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per questo nostro paese.

Ho questo dubbio perchè raramente li ho sentiti nominare dai miei coetanei, raramente sono stati fatti riferimenti a questi due simboli come persone da imitare, come traguardi da raggiungere, come qualcosa a cui non ci si può indifferire.

Allora mi chiedo: i giovani quanto ne sanno? Che cosa pensano di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino? Quali sono i valori che questi due simboli hanno trasmesso a loro?

Spero che con le risposte alle domande poste sopra, la mia idea possa prendere sensatamente forma, nella speranza ovviamente di riscoprire una generazione che conosce a fondo la questione, che produce un pensiero sano a riguardo e di conseguenza fa di esso uno stile di vita da portare avanti.

facebook costume, inserito originariamente da ~ Ipknoss.

Tutelare la propria privacy in un social network come facebook è un po’ come essere prudenti guidando a 200Km/h in centro abitato, insomma, una sorta di “andare incontro a determinate situazioni sgradevoli con consapevolezza“.

E’ infatti evidente che un social network non ha di certo il compito di aiutarci a rendere segreti i nostri dati, ma ora facebook l’ha pensata bella e sfrutta il regolamento alla lettera usando così le foto degli utenti per creare i propri banner pubblicitari.

Per molti questo fatto potrebbe essere assolutamente irrilevante, per me un po’ meno. Vivendo in un mondo fatto di spot pubblicitari, ho imparato che chi lavora in quel settore ha i suoi bei guadagni, ma che nel caso specifico di facebook, i singoli utenti non ricevono alcun compenso.

Dopotutto il regolamento parla chiaro ed è descritta anche questa possibilità da parte di facebook, indi per cui, brava l’azienda che la sfrutta.

Essendo di mio un tipo abbastanza paranoico e pignolo per ciò che riguarda l’informatica, il trattamento dei dati personali e simili, Ho voluto capire se potevo tutelare parte della mia privacy impedendo a facebook di utilizzare il mio nome e le mie foto per creare i propri banner pubblicitari e devo dire che l’esito è stato soddisfacente.

Per chi volesse fare come me, andando così a “vietare” l’utilizzo delle proprie foto e del proprio nome per creare banner pubblicitari, il procedimento da seguire è molto semplice e descritto qui sotto:

  • Effettuare il login
  • Cliccare sulla voce “Impostazioni” che troverete nella parte alta a destra della pagina
  • Cliccare sulla voce “gestisci” relativa alla sezione “Privacy”
  • Cliccare sulla voce “Notizie e bacheca”
  • Cliccare sulla voce “Inserzioni di facebook”
  • Nella sezione relativa a “Le inserzioni sulle pagine della piattaforma possono mostrare le mie informazioni a” selezionare dal menu a tendina l’opzione “nessuno”
  • Nella sezione relativa a “Mostra le mie azioni sociali nelle inserzioni di Facebook a” selezionare dal menu a tendina l’opzione “nessuno”
  • Salvate le modifiche cliccando sul bottone “Salva modifiche”

A questo punto, facebook eviterà di creare pubblicità raffiguranti le vostre immagini.

strada

Nicola Arigliano cantava “20 chilometri al giorno”, ma i tempi son cambiati e a me tocca farne 100, sempre al giorno, 50 all’andata e 50 al ritorno. Da buon cittadino Italiano me li faccio con quel bel mezzo inquinante chiamato automobile e anche qui mi tocca. E’ una bella spesa, economicamente parlando, ma mi tocca.

Sto iniziando a pensare che lavorare nell’IT ed abitare a Chioggia (VE) sia particolarmente svantaggioso e lo penso perchè dopotutto, questa bella città, non offre alcun tipo di opportunità professionali oltre all’artigianato più tradizionale che si possa conoscere e la pesca, costringendo così me, e tanti altri lavoratori, a fare una vita da pendolari, che detta così può sembrare anche una cosa sopportabile.

Immaginate un pendolare che, per lavorare, con il mezzo proprio si sposta da una città all’atra per un totale di 100 km al giorno, con un mezzo proprio perchè privo di alternative valide ed efficienti, frutto di una politica che ha portato avanti, e che continua a farlo, un totale disinteresse nei confronti di questa problematica. Quotidianamente infatti si muovono 6000 pendolari da Chioggia, che nel suo complesso conta 50000 abitanti, per spostarsi verso Venezia, Treviso e Padova.

Questi spostamenti da parte dei lavoratori avvengono, per una sostanziosa metà, attraverso l’utilizzo di mezzi pubblici, ovvero autobus, che percorrono la più pericolosa strada statale d’Italia, l’inquietante e trafficata “S.S. 309 Romea”, la stessa che percorro io per circa 25 km prima di abbandonarla ed imboccare la “Strada dei pescatori” altra favolosa arteria Veneta.

Chi non usa il mezzo pubblico è perchè non ha alternative al mezzo proprio, non esistono infatti collegamenti ferroviari decenti, l’unico mezzo pubblico per raggiungere le 3 città sopracitate è l’autobus, che impiega oltre un’ora per percorrere meno di 40km e che non raggiunge tutte le maggiori zone lavorative dei pendolari, che si trovano appunto costretti ad utilizzare i propri mezzi. Io, per esempio, se volessi utilizzare i mezzi pubblici dovrei percorrere 40 km con l’autobus, per la durata di 1 ora e 30 minuti, dopo di che attendere la coincidenza del tram e percorrere altri 10 km, spendendo altri 15 minuti della mia giornata per avvicinarmi ragionevolmente all’ufficio.

A mio avviso non è assolutamente accettabile che per raggiungere il posto di lavoro, un lavoratore debba utilizzare mezzi privati quando invece si potrebbero pensare e realizzare, anche in breve tempo, una serie di collegamenti efficenti per migliorare la mobilità dei lavoratori. Insomma, negli anni 90 immaginavamo gli anni 2000 come anni che avrebbero cambiato la nostra concezione di mobilità, addirittura grazie all’ausilio di auto volanti, ma invece i tempi cambiano e i metodi per spostarsi rimangono gli stessi, come d’altronde cambiano i testi delle canzoni, ma le espressioni sono quelle di sempre.

backtrack4

Installare backtrack 4 pre final in un macbook unibody 5,1 è semplicissimo:

Per far si che l’installazione vada a buon fine abbiamo bisogno fondamentalmente di due software in particolare, ovvero rEFIt e gparted.

rEFIt infatti permette il dual boot su tutti i macbook, mentre gparted ci permetterà di partizionare e ridimensionare il disco senza perdere un singolo dato.

Installare rEFIt è molto semplice, ci basterà scaricare il file .dmg direttamente da QUI ed avviarlo da macOSx.

Una volta installato rEFIt, inseriamo il cd di gparted e riavviamo.

Al riavvio teniamo premuto il tasto “D” per far si che il boot avvenga da cd, ci apparirà però una simpatica videata prodotta da rEFIt in cui avremo la possibilità di scegliere la modalità d’avvio, ovvero se con macOSx o da cd, ovviamente la nostra scelta sarà quest’ultima.

All’avvio di gparted avremo la possibilità di ridimensionare la partizione in cui è installato macOSx cliccandoci semplicemente sopra con il tasto destro e scegliendo l’opzione “ridimensiona

Ci basterà dunque rimpicciolire la partizione di macOSx di almeno 6GB e formattare i 4GB appena liberati con un filesystem ext3 e i 2GB restanti come swap linux.

Applichiamo le modifiche e attendiamo che il tutto venga eseguito, state tranquilli, l’operazione che state facendo è molto delicata ma gparted sa fare il suo sporco lavoro in maniera eccellente!!!

Quando gparted ha concluso le varie operazioni di partizionamento, possiamo riavviare e fare nuovamente il boot da cd, ma questa volta con il dvd di backtrack 4 pre final.

Scelto l’avvio da cd, ci apparirà la classica videata di backtrack in cui potremo scegliere la risoluzione, optiamo per la già preselezionata 1024×768 anche se si rivelerà non adatta alle dimensioni del nostro monitor, ma non avendo altra scelta dovremo accontentarci.

Avviata la backtrack 4 pre final, vedremo nel desktop l’icona denominata “install.h”, ci basterà quindi fare un singolo click per avviare l’installazione grafica.

L’interfaccia grafica d’installazione è molto intuitiva e penso non abbia bisogno di molte spiegazioni, le uniche cose da precisare sono:

Backtrack bisognerà necessariamente installarla nella partizione precedentemente formattata con filesystem ext3 utilizzando lo swap precedentemente creato.
Bisognerà inoltre stare molto attenti che l’MBR non venga toccato (succederebbero casini molto fastidiosi) ma bensì bisognerà avere l’accortezza di installare il bootloader della backtrack (grub) nella stessa partizione in cui installeremo backtrack.

Buon divertimento.

*Appena avrò modo, elencherò la lista di compatibilità hardware


Benigni si sa, è sempre estremamente divertente e piacevole da ascoltare, un maestro del teatro, uno di quei maestri che non recitano una parte senza senso o in qualche modo ripetitiva, già raccontata.

Benigni è sempre originale, di lui non si conoscono i copioni, entra in scena e fa il suo spettacolo, uno spettacolo che il più delle volte gli riesce bene.

Sono rimasto colpito dall’ironia con la quale ha recitato la parte che ho voluto riproporvi qui sopra, colpito perchè a Benigni tutto è concesso, perchè Benigni le dice e realmente in pochi le capiscono, Benigni non risveglia i sentimenti della gente, Benigni diverte, ecco perchè non ha bisogno di rivelare il copione, non è scomodo.

Gazzetta & incompetenza, inserito originariamente da uEddy.
Da molto tempo pensavo ad un post in cui potevo evidenziare gli errori che, ahimè, si possono notare quotidianamente su tutti i giornali cartacei e/o online, ma fino ad oggi chissà, non mi era scattato quel meccanismo che mi portasse a farlo.
Il meccanismo è scattato proprio pochi minuti fa, quando di fronte a me, ho potuto notare attraverso un’immagine, l’incompetenza, il menefreghismo e se vogliamo, come viene strutturato un giornale, semplicemente visitando il sito de “La gazzetta dello sport”.
L’immagine che ho voluto riportare anche nel mio sito, è l’immagine principale che La gazzetta dello sport propone in questi minuti. Squallida vero? Io mi chiedo come possano passare cose di questo tipo, come può una redazione non controllare il lavoro appena svolto, o ancor meglio, verificarlo prima di eseguire la rispettiva verifica?
Quella dell’immagine è solo una minima parte rispetto a tutti gli errori di superficialità che si possono trovare in un singolo articolo. Non ci credete? Provate a leggere un articolo qualsiasi e ditemi se non trovate anche un solo errore di battitura o simili…
Quello che voglio dire è: ma non controllano ciò che scrivono? Lo faccio pure io nel mio blog, perchè non lo fanno anche loro? Problemi di tempo? Beh, penso che fornire un prodotto di qualità, vada oltre alla perdita di 60 secondi per la rilettura di ciò che si ha scritto.

Questa è la storia di quattro fratelli chiamati Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.

C’era un lavoro importante da fare e Ciascuno pensava che Qualcuno l’avrebbe fatto; Ognuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece.

Finì che Ciascuno incolpò Qualcuno perchè Nessuno fece ciò che Ognuno avrebbe potuto fare.

odio l’ipocrisia di questo mondo, odio la società che mi sta attorno, voglio vivere ogni giorno, privandomi di gente a cui piace questo mondo.

(Eddy Boscolo)

Anche quest’anno torna l’evento di chiusura dell’estate informatica, ovvero l’End Summer Camp, che raggiunge la sua 5° edizione.

[COSA] ESC è un incontro di persone interessate al Software Libero e alla Conoscenza Libera, a Entrata Libera :) Il contenuto dell’evento è in continua evoluzione su questo sito e viene creato dai suoi partecipanti

[COME] Secondo la formula “MUD” (Miscere Utile Dulci). Al momento sono previsti Seminari e Talk su vari argomenti, ma sono previsti anche momenti decisamente più “ludici” ( Campeggio, Grigliata , LAN Party, etc.).

[DOVE] ESC si svolge a Venezia Tessera, nel Comune di Venezia, presso Forte Bazzera, ex-polveriera della 1°Guerra Mondiale lontana in linea d’aria meno di 200 metri dall’Aeroporto Marco Polo. Per maggiori informazioni vai alla pagina Come arrivare.

[PERCHE'] Per creare un momento di aggregazione, uno scambio di conoscenze ed esperienze tra persone che vivono il Software Libero nelle sue diverse forme.