Category: politica

Sono sempre stato orgoglioso del giuramento di fedeltà espresso nei confronti del mio stato, della mia patria, della mia bandiera, perchè per questi avrei dato la vita e la darei tutt’ora. Quel giuramento l’ho espresso nel 2003 ed è stato sicuramente il gesto che ha dato più valore interiore alla mia persona.
In quei 10 mesi (quasi 11) di servizio militare, percepivo uno stipendio, un misero stipendio quasi simbolico, 3€ al giorno, 90€ mensili, ma non era importante il denaro, era importante ciò che facevo per il mio stato e ciò che il mio stato mi garantiva.
Oggi, a distanza di 8 anni da quel giuramento, l’attuale governo decide di rivedere il passato, di rivedere uno dei diritti che pensavo fosse indiscutibile, inviolabile, cioè il diritto al riscatto pensionistico dei mesi in cui ho svolto il servizio militare di leva, obbligatorio, in breve i famosi “contributi” per raggiungere il diritto alla pensione.
Sono schifato da questo furto di un diritto che non ha solo un aspetto economico, ma bensì morale e non riesco a trovare le parole per esprimere appieno il mio attuale stato d’animo nei confronti di questa vicenda.
Questo diritto è stato privato anche agli studenti universitari che dopo aver condotto anni di studio, non potranno più conteggiarli per il calcolo dell’età pensionabile.
E’ chiaro che non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali, ma lo si può rompere con chi è ha servito il Paese svolgendo il servizio militare o studiando e poi riscattando di tasca propria la laurea.

Hanno rubato il futuro ai cervelli, ed ora rubano anche il passato.

_MG_2944.JPG, inserito originariamente da uEddy.

La foto qui sopra la scattai io e quello era a tutti gli effetti un Beppe Grillo felice, soddisfatto e convinto, dopo la presentazione ufficiale a Firenze delle sue liste civiche a cinque stelle. Liste civiche che ad oggi sembrano non avere più senso vista la candidatura nel PD dello stesso Beppe Grillo, un personaggio ambiguo in più di una circostanza e dalla quale ho sempre voluto prendere le dovute distanze anche se sono sempre stato convinto che in Italia, un personaggio come lui, servisse.

Purtroppo ora a quanto pare è nel più totale delirio, si candida in un partito politico criticato fino a ieri, rinnegando e abbandonando le liste civiche, le persone che credevano in lui, le speranze di noi tutti.

E’ la fine di un capitolo, un capitolo che finisce tragicamente, ma ne cominceremo uno di nuovo, uno che conta!


tpb, inserito originariamente da uEddy.

Con molto stupore e un pizzico di euforia, leggo che in Svezia il partito “The Pirate Bay” ha raggiunto il 7,1% dei voti aggiudicandosi 1 dei 18 seggi attribuiti alla stessa Svezia.

E’ un risultato molto importante visto il programma politico di quel partito che va da sempre in difesa dello scambio di file su internet e che vede al suo interno, dei noti personaggi del mondo informatico underground che tradotto in soldoni potrei definire hacker di tutto rispetto.

La mentalità hacker in pochi la conoscono e altrettanto pochi la capiscono, ma io sono convinto che “quelle persone” abbiano una visione del mondo “incontaminata” rispetto a quella che solitamente ci viene raccontata dai vari esponenti politici e di conseguenza credo in loro come persone e come personaggi politici.

In bocca al lupo vecchia baia!

Cin Cin … Cinesi no!, inserito originariamente da uEddy.

Non ho resistito al non pubblicare questa foto in cui tengo in mano un “simpatico” posa bicchiere leghista.
Devo dire che quando l’ho visto sono rimasto senza parole, disgustato dal fatto che si possa fare propaganda politica in questo modo e che si possano portare avanti valori di quel tipo nel 2009 in cui il mondo intero sta imparando a sfruttare l’immigrazione come una risorsa preziosa. Ma che vogliamo fare, a volte rimaniamo indietro…

shhh, inserito originariamente da fimminariversa.

E’ di ieri la notizia che l’emendamento D’Alia è stato abrogato grazie all’approvazione dell’emendamento Cassinelli. Uno dei più pericolosi attentati alla libertà dell’informazione in Rete ed attraverso la Rete è stato, dunque, sventato.
L’emendamento D’Alia infatti avrebbe drammaticamente ridotto la libertà di informazione nel nostro Paese per effetto dell’applicazione di una perversa logica repressivo-cautelare in forza della quale la sospetta commissione da parte di un singolo di un reato di opinione avrebbe finito con il gravare sull’intera collettività che, dalla sera alla mattina, si sarebbe ritrovata nell’impossibilità di informare ed informarsi attraverso blog, ugc e altre piattaforme telematiche.
Nei prossimi giorni varrà, forse, la pena di fermarsi a riflettere su come sia potuto accadere che nel 2009 un Senatore della Repubblica abbia proposto – ed i suoi colleghi abbiano a larga maggioranza approvato – un emendamento che minacciava di oscurare la Rete nel secolo della Rete.
Oggi, però, credo sia più importante parlare di come si è impedito che tale intendimento divenisse realtà e si è giunti al pentimento operoso del nostro legislatore. Si tratta, infatti, di un percorso virtuoso che sarebbe auspicabile non restasse isolato. Protagonista indiscussa di questo percorso è stata la Rete in tutte le sue molteplici forme e sfaccettature.
Occorre, tuttavia, dare a Cesare quel che è di Cesare e, quindi, riconoscere che gli sforzi di quanti in Rete ed attraverso la Rete hanno, nelle ultime settimane, fatto il possibile perché questo risultato venisse raggiunto, sarebbero rimasti frustrati se non avessero trovato adeguata sponda nella responsabilità e nel senso del dovere di alcuni uomini delle Istituzioni ed in alcuni politici più illuminati di altri che hanno raccolto il grido di preoccupazione dei cittadini e lo hanno tradotto in emendamenti all’emendamento D’Alia che non è rimasto travolto dalle urla della Rete ma è stato, invece, soppresso dall’approvazione di due emendamenti sostanzialmente gemelli presentati uno dal PD (molti firmatari) e l’altro dall’On. Cassinelli che già aveva presentato, facendosi per primo portatore delle istanze della Rete, un altro emendamento meno radicale ma, comunque, in grado di “neutralizzare” il ciclone D’Alia.
Meditate gente, meditate…

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