odio l’ipocrisia di questo mondo, odio la società che mi sta attorno, voglio vivere ogni giorno, privandomi di gente a cui piace questo mondo.
(Eddy Boscolo)
odio l’ipocrisia di questo mondo, odio la società che mi sta attorno, voglio vivere ogni giorno, privandomi di gente a cui piace questo mondo.
(Eddy Boscolo)
Che io amassi il Fabio Volo poeta e scrittore, penso che si sapesse già, ma giusto per chi non lo sapesse e magari non conoscesse neppure Fabio Volo, ho voluto montare un suo video e caricarlo su youtube, un video in cui da, attraverso le parole di una ragazza, una visione della libertà sentimentale e se vogliamo anche oggettiva che in alcune circostanze l’uomo, inteso come essere vivente, si lascia scippare da quella che è la società e dai valori che essa ci impone.
Ho usato la parola “impone” perchè penso che si possa parlare proprio di questo nella maggior parte dei matrimoni e lo penso perchè ho come l’impressione che chi arriva a 40′anni senza aver ancora trovato “l’amore della sua vita” venga visto come un uomo che non ce l’ha fatta, a differenza invece della coppia 40′enne che sposata si considera e viene considerata dalla società, come la coppia che ce l’ha fatta, arrivata ad un obiettivo che tutti si impongono.
Ma è realmente così? Il matrimonio, la convivenza con una persona per l’eterno della nostra vita, è davvero il raggiungimento di un traguardo importante che l’uomo deve raggiungere per avere una vita normale? Qual’è il concetto di vita normale? E’ la società intera che sbaglia o sono i singoli “scapoli” che lo fanno?
Quello che sembra a me, è che la società veda nel matrimonio o anche nella semplice unione permanente con un’altra persona, la felicità assoluta ed indispensabile per vivere in maniera corretta. Ma è davvero così?
Navigando senza una precisa meta come mi capita di fare in brevi e rari momenti di puro svago davanti ad un computer, ho potuto ascoltare una bellissima poesia di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana nata nel 1961. La poesia viene interpretata da una voce maschile di cui null’altro, ma la cosa certa è che riesce ad interpretarla in maniera eccellente, contrariamente a quanto fatto da Clemente Mastella in parlamento quando ci provò anche lui con la sua interpretazione e sbagliandone anche in maniera molto grossolana, la citazione all’autore dicendo che si trattava di una poesia di Neruda. Ma dopotutto era ministro della giustizia, mica della cultura…