E’ triste ascoltare considerazioni come quelle fatte da Andrea Camilleri nell’intervista che potete vedere qui sotto, lo è per via dei dati che va a citare e che considero davvero disarmanti, tolgono quasi ogni buona prospettiva futura ai giovani Italiani.
Mi sento impotente, demoralizzato e con tanta voglia di cercare spazio altrove, magari è solo un’illusione, ma tentare mi piacerebbe molto, anche perchè in questo paese non avrei modo di fare altrimenti.
Non ci siamo… Giornalisti ridotti a scrivere articoli su notizie che di notizia hanno solo lo squallido nome… Se il loro scopo è quello di riempire le pagine, scrivere cazzate, produrre qualcosa di inutile, potrebbero lasciar fare direttamente ai lettori, diano delle pagine vuote in cui ognuno può scriverci qualcosa di rigorosamente inutile, oppure anche fare dei simpatici disegni, insomma, largo alla fantasia…
Facciamo così? Che ne dite di un giornale con tutte pagine bianche? Almeno i giornalisti, poverini dico io, non devono ingeniarsi cose assurde dai, capiamoli sti poveretti, fanno fatica anche loro, dopotutto la mente umana ha un limite sulla fantasia.
E’ successo questa sera nell’ultima puntata di anno zero, nota trasmissione televisiva che va in onda ogni giovedì su Rai 2. Ma cos’è successo? E’ successo che un po’ come fanno i ciclisti nello sprint finale, hanno dato il meglio di se, lo hanno fatto proponendo circa 6 minuti complessivi dei discorsi di Beppe Grillo (che ci tengo a ribadire, come ho già fatto, io non stimo al 100%) registrati in questa settimana tra cui l’intervento al senato.
Penso sia stato un grande gesto da parte della redazione di anno zero, poichè hanno dato dimostrazione a tutti gli altri programmi televisivi, di essere un po’ più liberi rispetto a ciò che possiamo vedere ed ascoltare in altri momenti della settimana.
La voce di Grillo in una trasmissione televisiva non è usuale come cosa, ma nemmeno se vogliamo, indispensabile. Io non voglio criticare nessun altro programma televisivo o giornale che sia, se non mette in risalto quanto Grillo dice in varie occasioni, la mia è una critica indirizzata a tutte quelle trasmissioni televisive e giornali che hanno come scopo, informare i cittadini, ma che non offrono mai un contraddittorio degno di tale aggettivo, su quelle che sono le iniziative atte dal governo in carica o dall’invisibile opposizione.
Ad oggi infatti in Italia non esistono giornalisti veri in grado di poter svolgere il proprio lavoro in maniera indipendente da quella che è la casta politica, non vi è alcun giornale o trasmissione televisiva in cui la classe politica attualmente al governo venga messa sotto esame a 360° circa i progetti che sta portando avanti. Tutto ciò va a discapito dell’informazione dei cittadini, tutto ciò grava sulla situazione di questo paese, tutto ciò grava sui giudizi e pregiudizi che noi tutti, cittadini Italiani, abbiamo riguardo l’andamento di questo paese e del futuro dei giovani.
Citando una riflessione a me molto significativa e cara, letta nel blog byoblu.com, vorrei far capire a più persone possibile che questo non è un problema da poco, questo è un problema enormemente significativo, perchè:
Ogni decisione che prendiamo dipende da ciò che sappiamo. Quello che sappiamo si basa sulle informazioni che abbiamo. Chi controlla l’informazione, controlla le nostre decisioni. Chi controlla le nostre decisioni, controlla il mondo.
Mi sono sbagliato, ma era meglio se ci azzeccavo… Il primo telegiornale a parlarne è stato il TG1, il quale ha voluto raccontare a modo suo e senza nessuna testimonianza audio visiva diretta (chissà perchè?!?), l’intervento di Beppe Grillo al senato italiano.
Il TG1 critica l’intervento di Grillo, accusandolo di aver offeso i membri presenti al senato e citando quanto espresso dal ministro Schifani (il cognome dice tutto) che in maniera molto prevedibile, e aggiungo io, ovvia, critica anch’esso quanto espresso in maniera del tutto civile e democratica da Beppe Grillo.
Per chi volesse giudicare con la propria testa, lasciando perdere pareri altrui che per forza di cose influenzano il modo di pensare di molti, vi invito a visionare l’intera registrazione dell’intervento di Beppe Grilloe sopratutto a capire il perchè Grillo era proprio al senato. Il perchè non ve lo diranno mai i telegiornali e tantomeno i giornali, perchè ovviamente sono finanziati dalla politica, proprio quella politica che viene accusata giustamente da Grillo.
Come fanno solitamente i meteorologi con le loro previsioni (ovviamente) meteo, io oggi faccio quelle del “giornale italiano“.
Le faccio perchè prevedo che nella giornata di domani (tutti, nessuno escluso) i giornali italiani, daranno ampio spazio al discorso di Gheddafi nel senato italiano, come se proprio quel discorso e quel personaggio, fossero simboli ricchi di valore per la nostra amata Repubblica.
Beh, perchè ne sono sicuro? Per il semplice motivo che sennò sarebbero “costretti” a scrivere qualche articolo sintetico sulla storica apparizione di Beppe Grillo all’interno dello stesso Senato, in cui ha potuto intervenire apertamente sulla raccolta firme “parlamento pulito” da lui promossa.
Ricordo che Gheddafi si è presentato in Italia munito della propria tenda (circense) che ha prontamente piazzato nel giardino di Villa Pamphili a Roma e al momento dell’incontro con Berlusconi, portava con se nella sua divisa da Colonnello, una foto che ritrae Omar Al Mukhtar, eroe nazionale libico che guidò la rivolta anticoloniale tra il 1923 e il 1931. Venne catturato dai fascisti e condannato a morte. Nell’immagine, Al Mukhtar è ritratto in catene circondato dai soldati italiani.
Se la mia previsione diverrà realtà, non mi sentirò assolutamente un mago, ma bensì un cittadino Italiano indignato dalla casta che colpisce i mezzi d’informazione cercando a sua volta di fare distrazione di massa.
Invito tutti dunque ad ascoltare il discorso di Beppe Grillo (personaggio da me gradito fino ad un certo punto, del quale non condivido tutti gli ideali) attraverso la registrazione fatta dall’emittente satellitare SKY, raggiungibile semplicemente cliccando QUI
Ovviamente se i giornali rispetteranno la mia previsione, le televisioni faranno abbondantemente altrettanto.
E’ di ieri la notizia che l’emendamento D’Alia è stato abrogato grazie all’approvazione dell’emendamento Cassinelli. Uno dei più pericolosi attentati alla libertà dell’informazione in Rete ed attraverso la Rete è stato, dunque, sventato.
L’emendamento D’Alia infatti avrebbe drammaticamente ridotto la libertà di informazione nel nostro Paese per effetto dell’applicazione di una perversa logica repressivo-cautelare in forza della quale la sospetta commissione da parte di un singolo di un reato di opinione avrebbe finito con il gravare sull’intera collettività che, dalla sera alla mattina, si sarebbe ritrovata nell’impossibilità di informare ed informarsi attraverso blog, ugc e altre piattaforme telematiche.
Nei prossimi giorni varrà, forse, la pena di fermarsi a riflettere su come sia potuto accadere che nel 2009 un Senatore della Repubblica abbia proposto – ed i suoi colleghi abbiano a larga maggioranza approvato – un emendamento che minacciava di oscurare la Rete nel secolo della Rete.
Oggi, però, credo sia più importante parlare di come si è impedito che tale intendimento divenisse realtà e si è giunti al pentimento operoso del nostro legislatore. Si tratta, infatti, di un percorso virtuoso che sarebbe auspicabile non restasse isolato. Protagonista indiscussa di questo percorso è stata la Rete in tutte le sue molteplici forme e sfaccettature.
Occorre, tuttavia, dare a Cesare quel che è di Cesare e, quindi, riconoscere che gli sforzi di quanti in Rete ed attraverso la Rete hanno, nelle ultime settimane, fatto il possibile perché questo risultato venisse raggiunto, sarebbero rimasti frustrati se non avessero trovato adeguata sponda nella responsabilità e nel senso del dovere di alcuni uomini delle Istituzioni ed in alcuni politici più illuminati di altri che hanno raccolto il grido di preoccupazione dei cittadini e lo hanno tradotto in emendamenti all’emendamento D’Alia che non è rimasto travolto dalle urla della Rete ma è stato, invece, soppresso dall’approvazione di due emendamenti sostanzialmente gemelli presentati uno dal PD (molti firmatari) e l’altro dall’On. Cassinelli che già aveva presentato, facendosi per primo portatore delle istanze della Rete, un altro emendamento meno radicale ma, comunque, in grado di “neutralizzare” il ciclone D’Alia.
Meditate gente, meditate…
- Alcune parti del testo sono state importate da www.punto-informatico.it
Ieri sera avevo scritto un articolo sul terremoto che avevo avvertito a Chioggia (VE), città in cui abito, cercando anche di capirne di più, dopo pochi minuti nel web circolavano notizie le quali indicavano Forlì come epicentro con magnitudo 4,3 dunque un sisma relativamente poco pericoloso. Questa mattina invece e tutt’ora, le notizie dei vari giornali online sembrano cambiare drammaticamente, infatti ora dalle notizie che si possono trovare nel web, si legge di circa 50 morti e un numero imprecisato di feriti e dispersi, per quello che è stato un terremoto di magnitudo 6,3 Richter (8-9 Mercalli), insomma, una bruttissima situazione che coinvolge la popolazione Italiana e in particolar modo i residenti nella provincia dell’Aquila i quali, in gran parte, si ritrovano ad essere sfollati.
Mi auguro che questi numeri drammaticamente alti si fermino e mi unisco al dolore delle persone colpite.
Questa sera, o meglio ieri sera visto che ormai sono le 4:20 della notte, (si sono consapevole di avere qualche problema a postare a quest’ora) ho partecipato ad una conferenza in quel di Sottomarina di Chioggia (VE) sul tema della libertà d’informazione in Italia e di conseguenza dell’informazione negata.
La conferenza, organizzata dall’associazione “Il Sestante”, vantava la presenza di ospiti di un certo spessore come Claudio Messora e Loris Mazzetti entrambi molto attivi alla diffusione e alla difesa di un’informazione libera in questo paese in cui quest’ultima non è molto diffusa. Ho potuto ascoltare belle parole, belle critiche, qualche proposta risolutiva ai problemi oltre a qualche altra considerazione piacevole da parte del pubblico presente che, devo dire, ha seguito interessato tutta la conferenza.
Se si vuole fare una parentesi critica però, bisogna dire che i dettagli citati durante la conferenza si sapevano già, non c’era nulla di poi così nuovo, di sconosciuto, la rete oggi fortunatamente riesce a farci conoscere certi aspetti che i media tradizionali non possono/vogliono farci conoscere, aspetti che in questa conferenza si dovevano toccare obbligatoriamente ma che penso non siano serviti a molto più che dire alcune cose ad un pubblico che già le sapeva e le condivideva, una sorta di: “ce le siamo dette tra noi e noi”. Purtroppo questo risultato non è dovuto dalla volontà degli organizzatori, ma bensì è imputabile alle sole persone che, nonostante fossero venute a conoscenza dell’evento stesso, hanno continuato a dimostrare disinteresse a riguardo, al totale disinteresse da parte della stampa locale di fronte a tematiche a mio avviso molto importanti per lo sviluppo del nostro paese.
La conferenza ha comunque avuto una buona partecipazione in termini di pubblico, ma si trattava comunque di un pubblico a mio avviso non nuovo, un po’ come una sorta di addetti ai lavori che non porta molti risultati come magari si spera possa portare. Faccio in ogni caso i miei complimenti agli organizzatori per l’iniziativa promossa, l’intenzione è da me ampiamente condivisa e meritevole di replica, però penso rimanga un po’ l’amaro in bocca non riuscire a coinvolgere un pubblico nuovo a questo tipo di conferenze… Solo all’ora si riuscirà a raggiungere uno scopo importante.
Boscolo Eddy, 27 anni, appassionato di informatica, settore in cui lavoro come sistemista. L'hacking è il mio principale interesse. Se siete curiosi potete saperne di più entrando nella pagina CHI SONO