Il ponte della Costituzione a Venezia, meglio conosciuto come “il ponte di Calatrava” sembra non aver pace, prima della sua costruzione furono tante le polemiche sulla possibilità di costruirlo con caratteristiche architettoniche simili in quella che è una città prettamente storica, durante la costruzione vennero fermati i lavori per alcune problematiche strutturali, appena finita la costruzione apparì il primo “graffitto” ed ora cos’è successo? Quattro giovani hanno deciso bene di attraversarlo in macchina durante la notte, parcheggiando beatamente nella prima piazza che hanno trovato per poi poter passeggiare in tutta tranquillità per il centro storico di quella che per molti è la capitale del mondo. Sembra proprio una maledizione…
Category: Considerazioni
A volte mi capita di chiedermi quanto siano stupidi gli uomini e quanto riescano a farsi manovrare da immagini che ritraggono corpi femminili esteriormente sensuali ed internamente vuoti. Di questi corpi la TV (italiana) ne è letteralmente piena, piena di vuoto, quasi come una contraddizione, una contraddizione che a qualcosa pur servirà.
Successivamente però mi capita di andare oltre a quella singola e banale interrogazione, arrivando così a chiedermi con molta curiosità fino a che punto arriveranno le donne, fino a che punto riusciranno ad essere umiliate in tal maniera senza schifarsi di tutto ciò?
Mi piacerebbe conoscere la risposta, ma penso ci vorrà ancora molto tempo.
sangue!!!!, inserito originariamente da Anna Moraes.Cercando di tornare alla “normalità” dopo il post precedente…
Non voglio entrare nel merito della vicenda con il solito “è giusto” o “è sbagliato” e di conseguenza aprire un dibattito, perchè penso siamo tutti coscenti che il gesto compiuto da Massimo Tartaglia nel lancio della statuetta contro Silvio Berlusconi sia un gesto assolutamente da condannare, la violenza va sempre, in ogni caso, condannata.
Quello che però mi ha dato più fastidio in tutta la vicenda, è su come sia stata strumentalizzata sia dai media che dalla classe politica, entrambi hanno attribuito significati estremi al gesto compiuto da un soggetto psicolabile.
E poi vogliono parlare di fermento dell’odio politico? Sono sempre più convinto che ai vertici della politica italiana, manchi nettamente il dono del pensiero e della riflessione. Povera Italia.

Nicola Arigliano cantava “20 chilometri al giorno”, ma i tempi son cambiati e a me tocca farne 100, sempre al giorno, 50 all’andata e 50 al ritorno. Da buon cittadino Italiano me li faccio con quel bel mezzo inquinante chiamato automobile e anche qui mi tocca. E’ una bella spesa, economicamente parlando, ma mi tocca.
Sto iniziando a pensare che lavorare nell’IT ed abitare a Chioggia (VE) sia particolarmente svantaggioso e lo penso perchè dopotutto, questa bella città, non offre alcun tipo di opportunità professionali oltre all’artigianato più tradizionale che si possa conoscere e la pesca, costringendo così me, e tanti altri lavoratori, a fare una vita da pendolari, che detta così può sembrare anche una cosa sopportabile.
Immaginate un pendolare che, per lavorare, con il mezzo proprio si sposta da una città all’atra per un totale di 100 km al giorno, con un mezzo proprio perchè privo di alternative valide ed efficienti, frutto di una politica che ha portato avanti, e che continua a farlo, un totale disinteresse nei confronti di questa problematica. Quotidianamente infatti si muovono 6000 pendolari da Chioggia, che nel suo complesso conta 50000 abitanti, per spostarsi verso Venezia, Treviso e Padova.
Questi spostamenti da parte dei lavoratori avvengono, per una sostanziosa metà, attraverso l’utilizzo di mezzi pubblici, ovvero autobus, che percorrono la più pericolosa strada statale d’Italia, l’inquietante e trafficata “S.S. 309 Romea”, la stessa che percorro io per circa 25 km prima di abbandonarla ed imboccare la “Strada dei pescatori” altra favolosa arteria Veneta.
Chi non usa il mezzo pubblico è perchè non ha alternative al mezzo proprio, non esistono infatti collegamenti ferroviari decenti, l’unico mezzo pubblico per raggiungere le 3 città sopracitate è l’autobus, che impiega oltre un’ora per percorrere meno di 40km e che non raggiunge tutte le maggiori zone lavorative dei pendolari, che si trovano appunto costretti ad utilizzare i propri mezzi. Io, per esempio, se volessi utilizzare i mezzi pubblici dovrei percorrere 40 km con l’autobus, per la durata di 1 ora e 30 minuti, dopo di che attendere la coincidenza del tram e percorrere altri 10 km, spendendo altri 15 minuti della mia giornata per avvicinarmi ragionevolmente all’ufficio.
A mio avviso non è assolutamente accettabile che per raggiungere il posto di lavoro, un lavoratore debba utilizzare mezzi privati quando invece si potrebbero pensare e realizzare, anche in breve tempo, una serie di collegamenti efficenti per migliorare la mobilità dei lavoratori. Insomma, negli anni 90 immaginavamo gli anni 2000 come anni che avrebbero cambiato la nostra concezione di mobilità, addirittura grazie all’ausilio di auto volanti, ma invece i tempi cambiano e i metodi per spostarsi rimangono gli stessi, come d’altronde cambiano i testi delle canzoni, ma le espressioni sono quelle di sempre.

Notizia Igienica, inserito originariamente da Inedito DejaVu.
E io dico… “CHECCAZZOMENEFREGAVAFFANCULOGIORNALISTADIMERDA”
lo dico perchè ho avuto modo di leggere un ……………… (non riesco a chiamarlo articolo) stupefacente!
Non ci siamo… Giornalisti ridotti a scrivere articoli su notizie che di notizia hanno solo lo squallido nome… Se il loro scopo è quello di riempire le pagine, scrivere cazzate, produrre qualcosa di inutile, potrebbero lasciar fare direttamente ai lettori, diano delle pagine vuote in cui ognuno può scriverci qualcosa di rigorosamente inutile, oppure anche fare dei simpatici disegni, insomma, largo alla fantasia…
Facciamo così? Che ne dite di un giornale con tutte pagine bianche? Almeno i giornalisti, poverini dico io, non devono ingeniarsi cose assurde dai, capiamoli sti poveretti, fanno fatica anche loro, dopotutto la mente umana ha un limite sulla fantasia.
Che io amassi il Fabio Volo poeta e scrittore, penso che si sapesse già, ma giusto per chi non lo sapesse e magari non conoscesse neppure Fabio Volo, ho voluto montare un suo video e caricarlo su youtube, un video in cui da, attraverso le parole di una ragazza, una visione della libertà sentimentale e se vogliamo anche oggettiva che in alcune circostanze l’uomo, inteso come essere vivente, si lascia scippare da quella che è la società e dai valori che essa ci impone.
Ho usato la parola “impone” perchè penso che si possa parlare proprio di questo nella maggior parte dei matrimoni e lo penso perchè ho come l’impressione che chi arriva a 40′anni senza aver ancora trovato “l’amore della sua vita” venga visto come un uomo che non ce l’ha fatta, a differenza invece della coppia 40′enne che sposata si considera e viene considerata dalla società, come la coppia che ce l’ha fatta, arrivata ad un obiettivo che tutti si impongono.
Ma è realmente così? Il matrimonio, la convivenza con una persona per l’eterno della nostra vita, è davvero il raggiungimento di un traguardo importante che l’uomo deve raggiungere per avere una vita normale? Qual’è il concetto di vita normale? E’ la società intera che sbaglia o sono i singoli “scapoli” che lo fanno?
Quello che sembra a me, è che la società veda nel matrimonio o anche nella semplice unione permanente con un’altra persona, la felicità assoluta ed indispensabile per vivere in maniera corretta. Ma è davvero così?
Boscolo Eddy, 27 anni, appassionato di informatica, settore in cui lavoro come sistemista. L'hacking è il mio principale interesse. Se siete curiosi potete saperne di più entrando nella pagina