Archive for ottobre 2009

falconeborsellinoMi piacerebbe molto ricevere un riscontro positivo a questo mio quesito, un quesito che suscita dentro di me un particolare interesse statistico, nonostante la statistica non sia uno dei miei più appassionanti interessi.

Io considero Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, l’esempio in assoluto più significativo della coerenza e del sacrificio per il bene collettivo, ahimè martiri, uomini che ci hanno offerto la loro vita in cambio di una speranza di libertà, una libertà che consapevolmente sapevano già di non aver mai potuto vivere, ma che in ogni caso li spingeva a svolgere il lavoro che loro avevano, ancora una volta, consapevolmente scelto.

La mia considerazione scritta sopra nei confronti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, è pressochè nulla se confrontata con ciò che realmente sono stati e con ciò che realmente ho dentro di me e credo che per moltissima gente sia così. Lo faccio perchè credo che molti abbiano vissuto direttamente le tragiche vicende che coinvolsero i due giudici e abbiano così maturato una certa sensibilità a riguardo e che questa conseguentemente li porti a ricordare nel modo più significativo, ciò che furono questi due grandi uomini.

Non sono però così convinto, e qui mi ricollego con il titolo del post, che i giovani, e per giovani intendo under 30/25, abbiano una conoscenza sufficiente che gli permetta di raccontare, magari anche in maniera non troppo precisa seppur vera, chi erano e che cosa fecero i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per questo nostro paese.

Ho questo dubbio perchè raramente li ho sentiti nominare dai miei coetanei, raramente sono stati fatti riferimenti a questi due simboli come persone da imitare, come traguardi da raggiungere, come qualcosa a cui non ci si può indifferire.

Allora mi chiedo: i giovani quanto ne sanno? Che cosa pensano di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino? Quali sono i valori che questi due simboli hanno trasmesso a loro?

Spero che con le risposte alle domande poste sopra, la mia idea possa prendere sensatamente forma, nella speranza ovviamente di riscoprire una generazione che conosce a fondo la questione, che produce un pensiero sano a riguardo e di conseguenza fa di esso uno stile di vita da portare avanti.

facebook costume, inserito originariamente da ~ Ipknoss.

Tutelare la propria privacy in un social network come facebook è un po’ come essere prudenti guidando a 200Km/h in centro abitato, insomma, una sorta di “andare incontro a determinate situazioni sgradevoli con consapevolezza“.

E’ infatti evidente che un social network non ha di certo il compito di aiutarci a rendere segreti i nostri dati, ma ora facebook l’ha pensata bella e sfrutta il regolamento alla lettera usando così le foto degli utenti per creare i propri banner pubblicitari.

Per molti questo fatto potrebbe essere assolutamente irrilevante, per me un po’ meno. Vivendo in un mondo fatto di spot pubblicitari, ho imparato che chi lavora in quel settore ha i suoi bei guadagni, ma che nel caso specifico di facebook, i singoli utenti non ricevono alcun compenso.

Dopotutto il regolamento parla chiaro ed è descritta anche questa possibilità da parte di facebook, indi per cui, brava l’azienda che la sfrutta.

Essendo di mio un tipo abbastanza paranoico e pignolo per ciò che riguarda l’informatica, il trattamento dei dati personali e simili, Ho voluto capire se potevo tutelare parte della mia privacy impedendo a facebook di utilizzare il mio nome e le mie foto per creare i propri banner pubblicitari e devo dire che l’esito è stato soddisfacente.

Per chi volesse fare come me, andando così a “vietare” l’utilizzo delle proprie foto e del proprio nome per creare banner pubblicitari, il procedimento da seguire è molto semplice e descritto qui sotto:

  • Effettuare il login
  • Cliccare sulla voce “Impostazioni” che troverete nella parte alta a destra della pagina
  • Cliccare sulla voce “gestisci” relativa alla sezione “Privacy”
  • Cliccare sulla voce “Notizie e bacheca”
  • Cliccare sulla voce “Inserzioni di facebook”
  • Nella sezione relativa a “Le inserzioni sulle pagine della piattaforma possono mostrare le mie informazioni a” selezionare dal menu a tendina l’opzione “nessuno”
  • Nella sezione relativa a “Mostra le mie azioni sociali nelle inserzioni di Facebook a” selezionare dal menu a tendina l’opzione “nessuno”
  • Salvate le modifiche cliccando sul bottone “Salva modifiche”

A questo punto, facebook eviterà di creare pubblicità raffiguranti le vostre immagini.

strada

Nicola Arigliano cantava “20 chilometri al giorno”, ma i tempi son cambiati e a me tocca farne 100, sempre al giorno, 50 all’andata e 50 al ritorno. Da buon cittadino Italiano me li faccio con quel bel mezzo inquinante chiamato automobile e anche qui mi tocca. E’ una bella spesa, economicamente parlando, ma mi tocca.

Sto iniziando a pensare che lavorare nell’IT ed abitare a Chioggia (VE) sia particolarmente svantaggioso e lo penso perchè dopotutto, questa bella città, non offre alcun tipo di opportunità professionali oltre all’artigianato più tradizionale che si possa conoscere e la pesca, costringendo così me, e tanti altri lavoratori, a fare una vita da pendolari, che detta così può sembrare anche una cosa sopportabile.

Immaginate un pendolare che, per lavorare, con il mezzo proprio si sposta da una città all’atra per un totale di 100 km al giorno, con un mezzo proprio perchè privo di alternative valide ed efficienti, frutto di una politica che ha portato avanti, e che continua a farlo, un totale disinteresse nei confronti di questa problematica. Quotidianamente infatti si muovono 6000 pendolari da Chioggia, che nel suo complesso conta 50000 abitanti, per spostarsi verso Venezia, Treviso e Padova.

Questi spostamenti da parte dei lavoratori avvengono, per una sostanziosa metà, attraverso l’utilizzo di mezzi pubblici, ovvero autobus, che percorrono la più pericolosa strada statale d’Italia, l’inquietante e trafficata “S.S. 309 Romea”, la stessa che percorro io per circa 25 km prima di abbandonarla ed imboccare la “Strada dei pescatori” altra favolosa arteria Veneta.

Chi non usa il mezzo pubblico è perchè non ha alternative al mezzo proprio, non esistono infatti collegamenti ferroviari decenti, l’unico mezzo pubblico per raggiungere le 3 città sopracitate è l’autobus, che impiega oltre un’ora per percorrere meno di 40km e che non raggiunge tutte le maggiori zone lavorative dei pendolari, che si trovano appunto costretti ad utilizzare i propri mezzi. Io, per esempio, se volessi utilizzare i mezzi pubblici dovrei percorrere 40 km con l’autobus, per la durata di 1 ora e 30 minuti, dopo di che attendere la coincidenza del tram e percorrere altri 10 km, spendendo altri 15 minuti della mia giornata per avvicinarmi ragionevolmente all’ufficio.

A mio avviso non è assolutamente accettabile che per raggiungere il posto di lavoro, un lavoratore debba utilizzare mezzi privati quando invece si potrebbero pensare e realizzare, anche in breve tempo, una serie di collegamenti efficenti per migliorare la mobilità dei lavoratori. Insomma, negli anni 90 immaginavamo gli anni 2000 come anni che avrebbero cambiato la nostra concezione di mobilità, addirittura grazie all’ausilio di auto volanti, ma invece i tempi cambiano e i metodi per spostarsi rimangono gli stessi, come d’altronde cambiano i testi delle canzoni, ma le espressioni sono quelle di sempre.