Sono sempre stato orgoglioso del giuramento di fedeltà espresso nei confronti del mio stato, della mia patria, della mia bandiera, perchè per questi avrei dato la vita e la darei tutt’ora. Quel giuramento l’ho espresso nel 2003 ed è stato sicuramente il gesto che ha dato più valore interiore alla mia persona.
In quei 10 mesi (quasi 11) di servizio militare, percepivo uno stipendio, un misero stipendio quasi simbolico, 3€ al giorno, 90€ mensili, ma non era importante il denaro, era importante ciò che facevo per il mio stato e ciò che il mio stato mi garantiva.
Oggi, a distanza di 8 anni da quel giuramento, l’attuale governo decide di rivedere il passato, di rivedere uno dei diritti che pensavo fosse indiscutibile, inviolabile, cioè il diritto al riscatto pensionistico dei mesi in cui ho svolto il servizio militare di leva, obbligatorio, in breve i famosi “contributi” per raggiungere il diritto alla pensione.
Sono schifato da questo furto di un diritto che non ha solo un aspetto economico, ma bensì morale e non riesco a trovare le parole per esprimere appieno il mio attuale stato d’animo nei confronti di questa vicenda.
Questo diritto è stato privato anche agli studenti universitari che dopo aver condotto anni di studio, non potranno più conteggiarli per il calcolo dell’età pensionabile.
E’ chiaro che non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali, ma lo si può rompere con chi è ha servito il Paese svolgendo il servizio militare o studiando e poi riscattando di tasca propria la laurea.

Hanno rubato il futuro ai cervelli, ed ora rubano anche il passato.

Il ponte della Costituzione a Venezia, meglio conosciuto come “il ponte di Calatrava” sembra non aver pace, prima della sua costruzione furono tante le polemiche sulla possibilità di costruirlo con caratteristiche architettoniche simili in quella che è una città prettamente storica, durante la costruzione vennero fermati i lavori per alcune problematiche strutturali, appena finita la costruzione apparì il primo “graffitto” ed ora cos’è successo? Quattro giovani hanno deciso bene di attraversarlo in macchina durante la notte, parcheggiando beatamente nella prima piazza che hanno trovato per poi poter passeggiare in tutta tranquillità per il centro storico di quella che per molti è la capitale del mondo. Sembra proprio una maledizione…


A volte mi capita di chiedermi quanto siano stupidi gli uomini e quanto riescano a farsi manovrare da immagini che ritraggono corpi femminili esteriormente sensuali ed internamente vuoti. Di questi corpi la TV (italiana) ne è letteralmente piena, piena di vuoto, quasi come una contraddizione, una contraddizione che a qualcosa pur servirà.
Successivamente però mi capita di andare oltre a quella singola e banale interrogazione, arrivando così a chiedermi con molta curiosità fino a che punto arriveranno le donne, fino a che punto riusciranno ad essere umiliate in tal maniera senza schifarsi di tutto ciò?
Mi piacerebbe conoscere la risposta, ma penso ci vorrà ancora molto tempo.

Ho una strana voglia di ravvivare il blog ma mi mancano le tematiche.
Che cosa potrei scrivere?


I CasoMista, gruppo prettamente Chioggiotto, ha pubblicato su youtube il video di “Ti ucciderò stanotte” una loro nuova canzone e devo dire che in sè mi piace e non poco.

Mi piace forse perchè, in parte, mi rispecchio nelle parole dell’autore, nei suoi pensieri, forse perchè anch’io ho vissuto una situazione simile e la conseguente reazione in certi versi è stata “estremista” come quella raccontata da “Chris the real” in “Ti ucciderò stanotte”.

Tornando al gruppo, spero che riescano a produrre ancora tante e belle canzoni, o come li chiamano loro, pezzi. Conosco bene Chioggia, so quante difficoltà esistano in quel territorio per emergere, ma credo che i CasoMista abbiano i mezzi per farlo e per mezzi in questo caso intendo grinta, rabbia e orgoglio. Complimenti ragazzi, bel pezzo.


Ho creato un video che riassume in maniera molto semplice e veloce il mio (quasi) primo mese di permanenza a Londra e devo dire di essere rimasto soddisfatto del risultato ottenuto… Strano perchè solitamente ciò che produco non mi piace poi così tanto…

*il video è stato realizzato attraverso l’utilizzo di iPhone 4 ed iMovie su macbook

E’ stato rilasciato il tanto atteso tool di comex per effettuare il jailbreak per iPhone 3G – 3GS – 4 ed è senza ombra di dubbio il più facile mai visto fin’ora.

Per effettuare il jailbreak vi basterà collegarvi al sito www.jailbreakme.com oppure http://jailbreakme.modmyi.com direttamente dal vostro iPhone ed effettuare lo slide della barra facsimile a quella di sblocco della lockscreen e si avvierà la procedura di sblocco.

E’ triste ascoltare considerazioni come quelle fatte da Andrea Camilleri nell’intervista che potete vedere qui sotto, lo è per via dei dati che va a citare e che considero davvero disarmanti, tolgono quasi ogni buona prospettiva futura ai giovani Italiani.

Mi sento impotente, demoralizzato e con tanta voglia di cercare spazio altrove, magari è solo un’illusione, ma tentare mi piacerebbe molto, anche perchè in questo paese non avrei modo di fare altrimenti.

Ecco una semplice, quanto efficace, guida per avere iOS 4 + jailbreak su iPhone 3Gs con iboot vecchio (359.3)

1) Eseguire un backup dell’iPhone tramite iTunes (non necessario ma consigliato)

2) Scaricate il firmware 3.1.2 da qui

3) Scaricate blackra1n da qui

4) Scaricate il firmware customizzato da qui

5) Scaricate ed installare iTunes 9.2 da qui

Installate il firmware 3.1.2 sul vostro iPhone (se non l’avete già fatto) ed eseguite il jailbreak con blackra1n che avete scaricato nel punto 3

A questo punto non vi resta che ripristinare (è importante “ripristinare” e NON “aggiornare”) attraverso iTunes il vostro iPhone selezionando il firmware scaricato nel punto 4 ed aspettare che lo installi.

Buon divertimento con iOS 4 jailbreaked comprensivo di Cydia

* per qualsiasi dubbio lasciate un commento

Facebook on Safari 3, inserito originariamente da Salvo Vaccarella.

Dopo aver “migrato” tutti i contatti più importanti da facebook ai vari sistemi di messaggistica istantanea come msn e skype, ho deciso di mandare in pensione il mio account facebook.

Il motivo principale che mi ha portato ad abbandonare quel genere di social network è senz’altro legato all’utilità dello stesso, che a mio avviso è cambiata rispetto a quando mi sono iscritto (2 anni fa?). Mi sembra dunque sottinteso che il cambiamento non l’ho considerato in meglio, anzi, tutt’altro. L’utilità di facebook penso sia cambiata per molti, o per lo meno per molti dei contatti con cui avevo stretto amicizia.

Negli ultimi tempi i contenuti, pubblicati e a loro volta condivisi, all’interno di facebook erano totalmente al di fuori di ogni mio interesse, come se fossero tutti contenuti validi per la vittoria del link più demenziale dell’anno, quasi una gara tra utenti in cui vince il più stupido.

Oltre al fatto dell’ormai quasi totale mancanza di interesse verso quel tipo di social network, si aggiunge quello che secondo me è un grave problema che troppi non considerano, ovvero la gestione della privacy da parte della stessa “azienda facebook”. Sono d’accordo che non c’è da stupirsi se in un social network la tutela della privacy non è al primo posto, ed è ovvio che sia così, ma far leva sull’inconsapevolezza degli utenti mi sembra un po’ troppo.

Facebook è stato messo al centro di molti dibattiti relativi alla tutela della privacy dei propri, con tanto di ammissioni da parte del suo fondatore Mark Zuckerberg circa gli errori commessi e il tentativo di tornare nella buona strada, ma nonostante ciò, sembra che le cose non le vogliano proprio cambiare, anzi, ad ogni modifica delle condizioni di utilizzo e delle informative sul trattamento dei dati personali, c’è sempre qualche novità un po’ ambigua rispetto a ciò che si predica.

Non volendomi però dilungare troppo sull’aspetto privacy, noto che il sole 24 ore ha pubblicato un articolo riguardante un’iniziativa lanciata da un gruppo di utenti del famoso social network con lo scopo di promuovere la cancellazione dei propri account per protestare contro le nuove condizioni sul trattamento dei dati personali. Nell’articolo scrivono “il Quit Day non sembra essere riuscito a promuoversi”, sicuramente è così, ma il dato più rilevante è che gli utenti (io sono solo uno dei tanti) abbandonano facebook a priori dal “Quit Day” e che questo insieme di singoli, anche se non facenti parte all’iniziativa, giorno dopo giorno formano un numero sempre più significativo e che con il tempo forse farà riflettere l’azienda.